POPULO NAPULITANO

E' schiavo chi aspetta qualcuno che venga a liberarlo. E. Pound
sabato, 31 ottobre 2009

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31/10/2009

Prossima uscita della Rivista "Due Sicilie".

DUE  SICILIE

nr. 6 anno 2009

 

riv1.PNGsommario

 

3. Largo ‘e Palazzo

4. Caserta. Non li abbiamo dimenticati

5. La Nazionale di Calcio Due Sicilie

6 La Civiltà Cattolica

8. I Borboni

10. Non tutti sanno che …

12. Il Banco delle Due Sicilie

14. L’Abbazia di Materdomini

16. Mario Cervi ci riprova

17. L’ASSEDIO (9)

25. Lo Scaffale duosiciliano

26. La rivolta del Sette e Mezzo

27. L’Armata di Mare

28. Accadde a Casalduni

29. Una Banca per il Sud

30. Ipse dixit

31. Il Parco più bello d’Italia

32. Briganti a S. Severo

33. Grottaglie, la notte del brigante

34. Le battaglie del Partito del Sud

35. La notte dei briganti a Melfi

36. Commemoriamo i 150 anni di unità

38. Le Voci di Dentro

 

 

 

 

DUE SICILIE -Spedizione bimestrale in a. p. d.l. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB Vicenza - editrice Associazione Due Sicilie - Casella Postale 305 - 36100 Vicenza - part. IVA 03032160248 - C.F. 95062580246 - Iscrizione R.E.A. Ditte CCIA n. 295404 - Numero Iscrizione al R.O.C.: 11628 - Registrazione presso il Tribunale di Vicenza  nr. 983 del 20.11.2000 - direttore responsabile: Lorenzo Terzi: loreterzi@hotmail.com - direttore editoriale: Antonio Pagano: anpagano@alice.it

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martedì, 27 ottobre 2009

lunedì 26 ottobre 2009

Caro Silvio, dopo la Libia scusiamoci coi meridionali

 


Invece di finanziamenti a pioggia e cerimonie di palazzo, riconosciamo le sofferenze di chi
lottò contro l’unificazione


Di Gilberto Oneto

Davanti al Parlamento libico, Berlusconi si è messo la mano sul cuore e ha domandato perdono per le violenze commesse dal colonialismo italiano. È stato un gesto forte e coraggioso, praticamente unico nel panorama dei rapporti internazionali. Per fortuna sono poche le situazioni analoghe di cui l’Italia moderna si debba scusare e il Presidente potrebbe ripetere il bel gesto in Etiopia e in Slovenia, e potremmo considerare chiuse, almeno dal punto di vista morale, certe vergogne che macchiano la nostra storia. Non sarebbe neppure faticoso, soprattutto se paragonato a cosa toccherebbe ai governanti di altri Stati per mostrare la stessa maturità e correttezza: alcuni di loro dovrebbero mostrarsi contriti nei Parlamenti di mezzo mondo.
L’episodio di Tripoli serve anche a squarciare una stratificazione di omissioni e di menzogne che è stata stesa sulla nostra storia più recente e a rendere giustizia a tutti i coraggiosi che si sono battuti per fare emergere la verità, anche a costo di intaccare certezze mal riposte e sconquassare miti artefatti. In questo caso specifico non si può non essere grati ad Angelo Del Boca, che da decenni si sforza di sollevare dolorosi coperchi e raccontare verità che non possono che essere liberatorie per la coscienza collettiva.
Berlusconi però non può – non fosse altro che per rintuzzare le illazioni collegate alla coltivazione di personali interessi televisivi – fermarsi alla Libia, e neppure agli altri paesi citati. Deve trovare il modo di presentare le scuse dello Stato italiano anche a tutti quegli italiani che hanno sofferto per la sua unificazione, non solo quelli che sono morti “per” (cui la gratitudine nazionale è stata abbondantemente espressa) ma anche quelli che hanno sofferto “a causa” dell’unità. Sarebbe un gesto di straordinaria civiltà con cui celebrare degnamente il 150° anniversario del Risorgimento, altro che finanziamenti a pioggia e melense cerimonie di palazzo!
Gli Stati Uniti hanno da tempo esorcizzato antiche divisioni, forse anche più laceranti e sanguinose delle nostre, ripercorrendo con serenità la storia del genocidio dei pellerossa e della Guerra Civile: oggi non c’è più alcun pudore o vergogna a riconoscere ragioni e torti, a confrontarsi serenamente sugli avvenimenti anche più dolorosi e sui fatti più ignobili. Contano anche le immagini: non ci sono solo i volti di Mount Rushmore, ma anche un ciglione del South Dakota trasformato nel profilo di Cavallo Pazzo e i capi sudisti Jefferson Davis, Robert Lee e “Stonewall” Jackson che emergono da un grande costone roccioso in Georgia.
Sarebbe bello che si riconoscessero il valore e i sacrifici dei vinti del Risorgimento, dei soldati napoletani di Civitella e Messina, dei “briganti” massacrati in nome di una fratellanza imposta con le baionette, dei lombardi e dei veneti che hanno indossato fino all’ultimo l’uniforme del loro Imperatore, degli esuli per coerenza, dei cannoneggiati da La Marmora a Genova, da Cialdini ad Ancona, fino alle vittime milanesi di Bava Beccaris.
Anche senza scolpire un Cattaneo di cento metri sulle rocce delle Prealpi o elevare un colosso a Beneventano del Bosco, un bel modo civile di onorare la ricorrenza sarebbe proprio quello di affrontare la storia senza censure, senza la triste (e pericolosa) preoccupazione di dover per forza mettere tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall’altra. Ecco, Presidente, il modo più bello per celebrare il Risorgimento: raccontarlo davvero.

Fonte: Il Giornale, 2 settembre 2009
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domenica, 25 ottobre 2009

La verità dopo 150 anni come per i pellerossa

Capo%20indiano.jpg

Il brigantaggio meridionale e la Guerra di secessione americana hanno un mucchio di punti in comune. Non soltanto perché si svolsero praticamente in contemporanea ma anche perché si trattò di due guerre fratricide. Secondo molti storici i paragoni, però, finiscono qui perché - a loro dire - in Italia non fu guerra civile. Secondo loro, chi combattè l’esercito dei Savoia non era mosso da «ideali patriottici». Su questo forse bisognerebbe ragionare più a fondo. Ma, volendo soprassedere, c’è un’altra guerra, pure coeva, che può essere di insegnamento per come è stata prima dimenticata e poi - finalmente - portata alla luce. 

bimba_pellerossa.jpgStiamo parlando della «conquista del West». Pensiamo allora alle frotte di bambini che, per generazioni, hanno giocato a indiani e cow-boy. L’indice teso e il pollice alzato: «Pam! Pam!». Le regole, per lustri e lustri, sono state semplici: l’uomo bianco, il cow-boy, era il «buono»; il cattivo pellerossa finiva per terra. Fino a un pugno di anni fa a ripeterlo erano i nonni, ma anche il cinema (basta guardare i vecchi film con John Wayne), ed era scritto pure nei libri di scuola. È stato così per circa un sec olo. 

Uno dei più efferati massacri di indiani d’America risale proprio all’epoca del Brigantaggio, al 1864. Quell’anno, a Sand Creek, 133 Cheyenne e Arapaho furono barbaramente uccisi, i loro cadaveri mutilati (105 erano donne o bambini). A Sand Creek avrebbe dovuto morire il mito del cow-boy buono e dell’indiano cattivo. Non fu così. Nel corso dei decenni, storici, politici, giudici, artisti, si sono adoperati per fornire un’altra versione della guerra tra americani bianchi e americani pellerossa. Ma sono rimasti inascoltati dalle folle. Insomma, le menti migliori sapevano come erano andate le cose, ma per la gente comune non è facile gettare alle ortiche 100 anni di falsità. Ci vuole la chiave giusta, perché la «mappa mentale» collettiva non ama i dubbi. Preferisce fare «Pam! Pam!» e credere che l’uomo bianco è il «buono». Punto. 

briganti_meridionali.jpgPoi, nel 1970, sono arrivati il film Soldato blu, diretto da Ralph Nelson e Il piccolo grande uomo, diretto da Arthur Penn e con uno strepitoso Dustin Hoffman. Nel 1981, la sensibilità magnifica di Fabrizio De Andrè regalò agli italiani la canzone Fiume Sand Creek. E, a corona, nel 1990, arrivò Balla coi lupi. I film e le canzoni arrivarono alla gente. Erano la «chiave giusta». Il loro messaggio era potente: gli indiani non sono i cattivi, i bianchi non sono i buoni, tutto è dannatamente più complicato. Sottotitolo: «Vi hanno presi in giro per cent'anni». 

In un baleno, è cambiata la mappa mentale dell’opinione pubblica del globo, anche quella degli italiani. Qual è il senso? L'America ha dimostrato a se stessa (e al resto del mondo) di aver capito l’importanza della Storia, quella autentica, con le sue crudeltà. Gli americani si sono riappropriati del loro stesso passato. In conseguenza di ciò il Paese non si è spaccato, anzi. La verità è stata un balsamo. I bianchi sono guariti dal cancro dell’arroganza da «civilizzatori » e agli indiani e alle loro tradizioni e sapienze fu restituita dignità. Tutta la dolorosa epopea della conquista del West, oggi, fa parte integrante del patrimonio storico-culturale del popolo americano. 00b8776d8d563806d2a229156e515697.jpg

Sotto la presidenza di Bill Clinton, il Congresso degli Stati Uniti ha presentato le scuse ufficiali agli indiani per l’eccidio di Sand Creek. Per reciproca memoria, sul luogo della strage è stato eretto un monumento. In Italia, ogni benedetto libro di Storia adottato dalle scuole, racconta in modo critico la «Storia del West». I nostri ragazzi studiano cosa accadde nel 1864 dall’altra parte dell’Oceano. Conoscono i Sioux e il Generale Custer. Ma, spesso, non sanno cosa è successo quell’anno nel loro Paese, magari proprio nella loro città. Alle volte non trovano una parola, manco una, sulla guerra fratricida che si combattè nel Mezzogiorno. Non sanno «chi» erano i briganti, oppure sanno che erano unamanica di criminali depravati. Ai giovani meridionali stiamo insegnando che i loro avi erano i «cattivi», pur sapendo che tutto è dannatamente più complicato. (Mrs. Ing.)

da: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NO...

da: http://napoilitania.myblog.it/

postato da: napulitano alle ore 17:50 | link | commenti | commenti
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giovedì, 10 settembre 2009

giovedì 10 settembre 2009

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE 2009 A SUZZARA (MN) , NELL'AMBITO DELLA SAGRA DEL CROCEFISSO, LA 1^ FESTA DELLA SOLIDARIETA'




PROGRAMMA


c/o la Sala Civica di via Fratelli Montecchisi -Suzzara

CONFERENZA
2011 - 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA : UNITA' O CONQUISTA ?

Relatori :

ELENA BIANCHINI BRAGLIA
Scrittrice - Direttrice della rivista " Il Ducato"

ANTONIO CIANO
Scrittore - Storico -Assessore al Demanio del Comune di Gaeta - Pres. Associazione Culturale Rete Sud

ANTONIO PAGANO
Scrittore - Direttore della rivista "Due Sicilie" - Pres. Associazione Culturale Due Sicilie

Organizzazione ad opera della Associazione Culturale Due Sicilie e della Associazione Culturale Rete Sud

ORE 17,00

Via Corridoni - Suzzara

PUBBLICA MARATONA DI LETTURA
DAL LIBRO DI ANTONIO CIANO " I SAVOIA E I MASSACRI DEL SUD" - "L' ECCIDIO DI PONTELANDOLFO E CASALDUNI"

ORE 21,00

Via Corridoni - Suzzara

MUSICA NAPOLITANA



DOMENICA 20/09/2009

ORE 10,00

Campo Sportivo di Via Santi (presso Giardini Cadorna) - Suzzara

1^ TROFEO DELLA SOLIDARIETA'
TRIANGOLARE DI CALCIO FRA LE SQUADRE
:

RAPPRESENTATIVA NAPOLITANA

RAPPRESENTATIVA SICILIANA

RAPPRESENTATIVA SUZZARESE


AL TERMINE DELLE PARTITE CONSEGNA DELLA 1^ COPPA DELLA SOLIDARIETA' AL CAPITANO DELLA SQUADRA VINCITRICE E DI MEDAGLIE ALLE SQUADRE II° E III°CLASSIFICATE


ORE 21,00

Via Corridoni - Suzzara

MUSICA NAPOLITANA

DURANTE LE DUE GIORNATE IN VIA CORRIDONI SARANNO PRESENTI STAND AD OPERA DELL' ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE SICILIE E DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE RETE SUD CON ESPOSIZIONE DI LIBRI E RIVISTE.

LA CITTADINANZA TUTTA E' INVITATA A PARTECIPARE


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SABATO 19/09/2009

ORE 11,00
postato da: napulitano alle ore 21:17 | link | commenti | commenti
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martedì, 08 settembre 2009

La forza della ragione







Di Antonio Ciano


Visto il baillamme che qualcuno ha scatenato subdolamente contro l'Amministrazione gaetana al fine di colpire il nostro Partito, ma più probabilmente per mascherare la propria coda di paglia, riteniamo opportuno fare alcune precisazioni in merito all'articolo comparso sul giornale "La Repubblica" di sabato 5/09/2009.

I fatti:

Sabato scorso a pagina 11 il quotidiano "La Repubblica", ripreso poi anche dal Messaggero, pubblica indiscrezioni su quanto deciso dal governo per i festeggiamenti del 150 dell'unità d' Italia.
Nel lungo e filo-risorgimentalista articolo il giornalista (non Ciano o Raimondi...ma il giornalista...senza consultare nessuno e per i fatti suoi...) nelle tre righe del lungo articolo che ci riguardano da vicino ("Ma visto che si parla di partito del Sud, anche i nostalgici dei Borbone saranno accontentati. Il piano del governo ipotizza infatti una manifestazione a Gaeta, la rocca dove venne schiacciata l'ultima resistenza di Francesco II, come "riconciliazione fra piemontesi e borbonici"),usa l'espressione " riconciliazione".

Di questa parola usata dal giornalista in molti si sono lamentati e fin qui tutto bene, ma addirittura, con un ragionamento che evidentemente è troppo contorto e di cui ci sfugge la logica, alcuni non hanno perso l'occasione per attaccare Raimondi e il sottoscritto....ignorando, e noi dubitiamo della loro buona fede, l'evidenza dei fatti e cioè che le due ipotesi presenti sul tavolo più probabili per Gaeta fino a pochi giorni prima della pubblicazione di queste indiscrezioni in vista delle "celebrazioni" del 2011 erano:

A) Gaeta ignorata dalle "celebrazioni"
b) Gaeta comunque"obbligata" dalle istituzioni a "festeggiare" l'unità

Chi polemizza in modo settario ed evidentamente strumentale non capisce o meglio finge di non capire che grazie all'impegno dell'Amministrazione di Gaeta in questo ultimo anno e ai tanti interventi pubblici alle tante manifestazioni(e il giorno stesso di pubblicazione dell'articolo 05/09/2009 un nostro blog ne ha dato completo elenco http://partitodelsud.blogspot.com/2009/09/un-anno-di-battaglie-della-giunta.html), queste pericolose ipotesi,che sarebbero state uno schiaffo per tutti noi e per l'intero Sud, erano state disinnescate.

Addirittura proprio grazie a questo impegno non si parla di "festeggiamenti" ma di manifestazione.Inoltre come rimarcato anche dal nostro blog, forse per la prima volta, si mettono , comunque, sullo stesso piano borbonici e piemontesi proprio nella frase "incriminata".

Ricordiamo infatti, a chi si crogiola "nell'equivoco" per il proprio tornaconto, che gli atti della storica della seduta del Consiglio Comunale di Gaeta del 06/12/2008, a cui per altro la quasi totalità di questi "mestatori" da tastiera si è ben guardata dal partecipare, sono stati spediti al Governo, al Presidente della Provincia, della Regione, al Ministro Bondi...e questi , come si evince dalla lettura dell'articolo, ci hanno dato ragione.

Ricordiamo, per gli assenti, che dopo il sopracitato Consiglio Comunale del 06/12/2008 la Giunta Comunale di Gaeta inviò queste richieste al Governo:

"Premesso che nel 2011 ricorre il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia;
Dato atto che in Gaeta, con la caduta della Fortezza, si concluse nel 1861 l’esperienza storica del Regno delle Due Sicilie;
Ritenuto che sussistono le ragioni storico-culturali per ritenere che la Città di Gaeta abbia subito nel contesto storico enunciato danni e lutti non giustificabili come evidenziato nell’allegata relazione;
Ritenuto altresì che il Civico Consesso di Gaeta nei giorni immediatamente successivi alla caduta della Fortezza ebbe a rilevare come la “città fosse stata distrutta e rovinata dall’assedio e massacrata dal tifo” con danni quantizzati al tempo in oltre due milioni di lire del 1861 – 62 e corrispondenti ad oggi ad oltre 22o milioni di euro circa;
Dato atto che la Città ha “pagato” dall’immediato periodo post-unitario la fedeltà alla Dinastia dei Borboni con la militarizzazione del territorio ed il suo isolamento dal contesto nazionale;
Considerato che oggettivamente il Regno di Sardegna non ha mai dichiarato guerra al Regno delle Due Sicilie e che l’Unità d’Italia ha comportato alla Città di Gaeta solo danni e lutti senza che mai la popolazione potesse liberamente esprimere la propria adesione al Regno d’Italia;
Ritenuto sulla base di quanto precede che la Dinastia Sabauda si è resa responsabile dei gravi danni e lutti arrecati alla Città di Gaeta ed alla sua popolazione per cui è necessario dare apposito mandato alla giunta Comunale ed al Sindaco di proporre le azioni legali nei confronti degli eredi
sabaudi;


IMPEGNA


1) Il Sindaco e la Giunta Comunale, ognuno per la propria competenza, ad attivare ogni azione utile per il riconoscimento ed il risarcimento dei danni arrecati dalla Dinastia Sabauda alla Città di Gaeta in occasione dell’assedio iniziato nel novembre 1860 e terminato nel 13 febbraio 1861, anche tramite
incarico legale per le azioni da esperire nei confronti degli eredi e dei beneficiari del patrimonio exreale;
2) Il Sindaco e la Giunta Comunale, ognuno per la propria competenza, a richiedere in via ufficiale la restituzione alla città di Gaeta di tutti i beni di proprietà del demanio presenti nel territorio comunale ad eccezione dei siti aventi particolare rilevanza militare o strategica ai fini della sicurezza nazionale."

Specifico che infatti il primo bene demaniale ci è stato consegnato il
1 di agosto di quest'anno, ed altri saranno consegnati alla città entro la fine di Ottobre, e spero anche di riprendermi Forte Emilio Savio, un capolavoro di ingegneria , ma costruito dai piemontesi, per me sarebbe veramente il massimo dei godimenti.
Per quanto riguarda la denuncia ai savoia, abbiamo ricevuto sotto ferragosto la relazione dell'avv. Troncone, decideremo se denunciarli o no i Carignano, sarà la giunta comunale a decidere, ma io spero di si, le condizioni ci sono tutte.

Questo è quanto accaduto!!

Non devo giustificare la stampa borghese di questo stato, noi, andiamo avanti, e che ci critica indietro.



Pare che ad alcuni, che non hanno mai partecipato con il proprio simbolo ad una competizione elettorale, le alleanze politiche indifendibili stiano dando alla testa. O forse sono i tanti "fatti" che siamo riusciti a produrre in così poco tempo da contrapporre al nulla al metro cubo prodotto dai nostri detrattori, abituati solo alle chiacchere, che danno fastidio?




Saremmo proprio curiosi di sapere quali delibere hanno approvato ad oggi questi Capitan Fracassa del nulla......ma probabilmente non conoscono nemmeno il significato di cosa è e di come si fa una delibera.



Noi, come Partito del Sud andiamo avanti.

Mentre il Sindaco di Gaeta, dott.Raimondi alzava la bandiera delle Due Sicilie sul pennone della porta Carlo III, il sindaco di Pontelandolfo chiamava i carabinieri per far identificare i compatrioti che portavano la stessa bandiera.
Il Sindaco di Gaeta, primo Sindaco a farlo, ha istituzionalizzato il giorno della memoria nel piazzale della porta suddetta.
Era il 13 febbraio del 2009.

A me pare che il vero nemico di queste persone non sia tanto Ciano, ma il Partito del Sud, che, come dice una canzone, bomba o non bomba, arriverà a Roma con dignità e non da venduti allo straniero.

Per concludere altra considerazione, che pare pure questa ovvia ma visto che c'è chi finge di non capire.., alla manifestazione saranno sicuramente presenti alte cariche dello stato, giornalisti e televisioni e ovviamente saremo presenti anche noi che potremo così manifestare, in forma pacifica e democratica, esporre striscioni e bandiere (la cosa sarà da noi ben organizzata e nessuno chiamerà i carabinieri..), parlerà ufficialmente il sindaco meridionalista Raimondi e sicuramente intervisteranno Ciano, potremo così lanciare il nostro messaggio che una volta tanto arriverà in tutta la penisola.




Un raggio di sole !!

Se Gaeta fosse stata ignorata da questa "manifestazione"non avremmo potuto far sentire con forza e soprattutto in modo ufficiale, essendo il PdSUD insieme ad altre liste civiche al Governo della Città, le nostre ragioni!!

La storia della "riconciliazione" è un "affabulazione del giornalista!
Giornalista che non conosciamo, con cui non abbiamo mai parlato, e che forse ha inserito in buona fede (?) questa parola, da noi certamente non richiesta nè mai pronunciata. Spiace solo vedere che sono all'opera persone, da più e diversi pulpiti, che immediatamente colgono occasione attaccandosi alle virgole per infangarci, per "equivocare"e per sostenere l'insostenibile.

La cosa ci sembrava così lampante, ed è così lampante, se non si è accecati dall'opera meticolosa di disinformatia che alcuni portano avanti da tempo contro di noi,che non abbiamo ritenuto specificare questi ovvi passaggi.

La domanda che da oggi dobbiamo ben porci è come mai c'è chi "equivoca" sempre quanto da noi fatto, con tanta fatica, per lanciarci discredito addosso quando invece con tutto lo sforzo prodotto, e di cui abbiamo fornito l'elenco dettagliato, bisognerebbe andar fieri di quanto fatto e ottenuto...

La storia di lanciar discredito e menzogne nel passato è già stata usata più volte contro di noi del PdSUD e direi, senza volerci paragonare e senza presunzione ma solo per far comprendere bene il concetto, anche contro tutti "noi" negli ultimi 150 anni, il metodo è sempre lo stesso.....


Aprite gli occhi, ragionate con la Vostra testa, per quanto tempo ancora volete essere ingannati?..
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postato da: napulitano alle ore 22:19 | link | commenti | commenti
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lunedì, 07 settembre 2009

Sul MpA e su Zitara

Riceviamo da Andrea Balìa , dirigente de L'Altro Sud, e postiamo,sottolineando che reputiamo molte parti dell'articolo condivisibili, ci perdonerà l'amico Andrea, se ci permettiamo, approfittando dello spunto datoci dall'articolo, di allegare un paio di nostre considerazioni.

Visto che sappiamo , da agenzie di stampa, che L'Altro Sud ha partecipato, come invitato, ieri alla conferenza indetta dall'MPA a Napoli, cosa ovviamente assolutamente lecita e siamo certi in assoluta buona fede, e visto che l' Altro Sud , come altri Partiti/Movimenti che hanno partecipato alla sopracitata conferenza, ha sottoscritto in data 11/07/2009 una Proposta Comune in cui si dice testualmente che lo scopo della Proposta è di "Cercare di aggregare tutti i movimenti meridionalisti sganciati dall’attuale sistema partitocratico nazionale", visto le critiche ben argomentate e che condividiamo di Balìa verso l'Mpa, approfittiamo dell'occasione per auspicare, che l'Altro Sud prenda una posizione chiara, decisa e inequivocabile di presa di distanza dall'MPA, che ci risulta non solo far parte a pieno titolo del sistema partitocratico nazionale , ma addirittura essere parte integrante dell'attuale governo di centrodestra che, come a tutti arcinoto, sta perseguendo una politica antimeridionale come da anni non se ne vedeva.

Quanto sopra al fine di stoppare sul nascere ogni possibilità di polemiche pretestuose e al fine di sgombrare il campo da possibili fraintendimenti che potrebbero insorgere verso gli altri Movimenti/Partiti che hanno sottoscritto la proposta comune, nonchè per chiarezza verso tutti i militanti dei Partiti/Movimenti in questione.

Ovviamente ci auguriamo che lo stesso vogliano fare gli altri Partiti/Movimenti che hanno condiviso la proposta e che ieri hanno partecipato, come invitati , alla conferenza sopracitata.

Per quanto riguarda Il Partito del Sud, confermiamo sia la nostra avversione verso L'MPA e, coerentemente con quanto sottoscritto meno di due mesi fa, verso tutti i partiti facenti parte dell'attuale sistema partitocratico.
Confermiamo inoltre,come sempre, la nostra volontà a continuare , sulle basi già definite, la ricerca di una più stretta collaborazione politica con tutti i Partiti/Movimenti realmente meridionalisti.


Di Andrea Balìa

Tempo fa scrissi delle considerazioni oggettivamente un pò “forti” sui contatti tra i Comitati Due Sicilie e l’MpA. Furono pubblicate anche da “il Brigante” e suscitarono la reazione risentita di Fiore Marro.
Ancora oggi l’amico Fiore me lo ricorda spesso, pur se i toni erano dovuti più alla rabbia di un meridionalista di “cuore” come egli dice che io sia che ad un’avversione pregiudiziale nei confronti dei CDS, verso i quali non ho mai avuto alcun livore che fosse tale o giustificato. Ad onor del vero Fiore, per dirla tutta, dice che io sarei un meridionalista di “cuore” e non di “testa” o addirittura senza “testa”. Condivido la prima parte ma, con presunzione, non la seconda : ritengo d’essere un meridionalista di “cuore” sì, ma anche di “testa”; una cosa non ritengo escluda l’altra.
Ora con Fiore ci siamo chiariti, ma nella sostanza le mie opinioni attuali non sono molto dissimili da allora e, nel frattempo, le dichiarazioni di Zitara aggiungono altro sale nella ferita.
Zitara, come per tanti di noi, lo ritengo un maestro e uno dei responsabili del mio modo di vedere la politica ed il meridionalismo. Ritengo, anche qui con presunzione, d’essere davvero fra i suoi fans più accaniti tra quelli da prima linea. Tant’è che quando qualche anno fa il maestro pubblicò in internet lo statuto e la nascita d’un suo Partito Separatista scaricai immediatamente il modulo d’adesione e glielo rinviai sottoscritto. Mi rispose subito complimentandosi perché ero stato il primo; in pratica avevo l’ideale prima tessera. Questo per dire della stima e la condivisione quasi totale alle sue idee.
Ora Zitara ha invece partorito l’idea che bisogna credere nel MpA che sarebbe la strada, il cuneo, il grimaldello che porterebbe al riscatto del Sud.

Aggiunge anche che Lombardo sarebbe simpatico e starebbe, per l’appunto, raccogliendo numerose simpatie.
Non posso purtroppo esimermi dall’interloquire direttamente col maestro esponendogli alcuni quesiti :


1) “Caro maestro, davvero crede che la simpatia sia un elemento determinante per scelte politiche? Potrà al massimo aiutare, ma non tanto di certo da determinare scelte! Non so se Lombardo risulti davvero tale, ma non mi pare che sia una sua peculiare caratteristica, e non vedo frotte di gente ammaliata da questa sua presunta peculiarità!”
2) “Perché se Lombardo ama tanto il Sud, solo un anno dopo si è affrettato a cancellare proprio la parola SUD dal suo simbolo? Le pare un buon segnale?
Le pare qualcosa che renda, per assurdo, più credibile il suo partito e lo renda più allettante agli occhi d’un meridionale? “
3) “ Un partito che contempla vecchie cariatidi democristiane come Scotti o amicizie con gente come Cuffaro le pare debba meritare credito per le nostre future sorti?”
4) “ Lombardo sì è affrettato a reclamare al governo, anche giustamente, la parte di fondi FAS dovuta alla Sicilia. Perché un paladino presunto del Sud non ha fatto la battaglia per tutto il Sud e solo per la Sicilia? Per quale bieco servilismo una volta ottenuto lo sblocco dei 4,3 milioni d’euro per la Sicilia (tra l’altro non donati ma dovuti!) s’è scapicollato a ringraziare in tutte le salse il Cavaliere e a lodarlo e magnificarlo per tanta magnificenza? “
5) “Se Lombardo crede tanto nel riscatto del Sud e merita la nostra attenzione, perché è alleato nell’attuale governo con quel personaggio da tragica operetta che è il Cavaliere, con quella feccia di razzisti e esempio d’incultura antimeridionalista che è la LEGA, con quei portaborse di terzo livello democristiano e craxiano che sono l’avvilente corte dei miracoli governativa, con ministre di dubbi meriti ma di “chiara fama ? “
6) “Se Lombardo vuole essere la forza che ci aprirà la strada meritando il nostro consenso, perché non viene fuori dal governo, dando così un forte segnale sulla sua credibilità, prendendo le distanze da una banda di cialtroni ? “
7) “Non le pare che non votando ogni tanto qualcosa in parlamento, ma aderendo troppo spesso a leggi e iniziative scandalose, e spesso contro il Sud, questo sia troppo poco per dare al MpA la patente di difensore vero del Sud? “
8) “ Se come sembra ormai certo l’ MpA ha ricevuto (come denunciato in Tv dalla Gabbianelli, e non smentito ufficialmente) un notevole contributo in soldi dalla Lega Nord al momento della sua costituzione, la cosa le pare normale e da ascriversi al merito e alla trasparenza di questo partito? “
9) “ Va bene cavalcare l’onda dell’opportunismo preelettorale, va bene il non valore delle vecchie ideologie ma esistono dei limiti. Non le pare improponibile un partito che alle provinciali s’allea e fa manifesti con la Destra dei fascisti di Storace? “
10) “Quali meriti particolari le pare abbia il partito di Lombardo per essere individuato come la strada da seguire se non quello di chiamarsi Movimento per l’Autonomia? Le sembra sufficiente un nome che abbia la parola Autonomia per meritarsi credito? “
11) “Se l’alleanza governativa del MpA è solo un fatto (comunque non accettabile) strumentale, perché Lombardo, anche quando protesta per qualcosa, s’affretta sempre a dichiarare che la loro alleanza col governo comunque non è in discussione? “
12) “ La presenza del MpA al governo non è giustificata nemmeno dai numeri che non le permettono d’incidere nelle decisioni (come è riscontrabile dalla deriva leghista in leggi e indirizzo), e quindi non le pare che la funzione del MpA non è quella di controaltare alla Lega, ma bensì d’una copertura a Sud del governo con funzione calmieratrice? “
13) “ Un partito che dovrebbe essere un punto di riferimento per il Sud, come può avere un tasso così basso di spirito identitario, e, pur senza scadere in nostalgia, essere così a digiuno ( come riscontrabile facilmente nei suoi rappresentanti soltanto colloquiandoci) sulla storia, i meriti e i tragici eventi del nostro martoriato Sud? “
14) “ Se il fenomeno Poli Bortone, nonostante la sua uscita ufficiale dal PDL, lascia tanti dubbi su un eventuale appoggio esterno comunque al Centrodestra, per quale sacrosanta ragione Lombardo che invece dal governo e dalle sua alleanze non esce e non ne prende le distanze, dovrebbe essere più credibile? “
15) “Se, come qualcuno sostiene, il problema non è nel fatto che Lombardo e il suo partito siano migliori di altri, ma sarebbe solo un modo per entrare nella politica ufficiale, allora perché dovremmo dar credito più a lui rispetto ad altri che, strumentalmente o no, dichiarano di voler dare attenzione al Sud? Solo per la parola Autonomia contenuta nella dicitura del suo partito? “
16) “ Lei sì è battuto per l’indipendentismo, rifiutando coerentemente disponibilità ad operazioni meridionaliste che non lo prevedevano, ed ora passando all’ipotesi MpA non le sembra di passare da un estremo all’altro ? Non le sembra di, involontariamente, creare confusione in chi la segue da sempre? Non pensa così di toglier peso e credibilità alle sue parole ed opinioni? “
17) “ Lei dice che intravede solo “mezze cartucce” tra i leaders dei movimenti meridionalisti e, pur essendo condivisibile e poco confutabile ciò, le pare questo sufficiente a proporre il traghettamento del meridionalismo con signori della vecchia politica istituzionale ? “
18) “ Pur comprendendo la sua ( più che giustificata) stanchezza rispetto alla lunga, e ahimè spesso per nulla incidente, battaglia che Lei conduce da decenni, non crede sia più onorevole, preferibile e dignitoso per noi tutti conservare almeno le distanze da una certa politica.

Permettermi di chiedere queste cose al maestro Zitara mi crea una sensazione d’imbarazzo oltremodo fastidiosa, ma in tempi in cui essere d’opinione diversa sta per essere ufficializzato come un reato da discutere in tribunale, non ho ritenuto giusto esimermi di dar voce alla mia d’opinione che presumo condivisa anche da altri.

da: http://partitodelsud.blogspot.com/

postato da: napulitano alle ore 10:42 | link | commenti | commenti
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domenica, 06 settembre 2009

postato da "napulitano" dal compatriota dell'emiliaromagna.

OMAGGIO AI BRIGANTI

CONTATTACI

PARTITODELSUD.EMILIAROMAGNA@YAHOO.IT
postato da: napulitano alle ore 20:59 | link | commenti | commenti
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domenica, 06 settembre 2009

Perchè il Presidente della Regione Siciliana non chiede l' attuazione dello Statuto d'Autonomia della Regione Siciliana ?


Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione Siciliana ha competenza esclusiva, (cioè le leggi statali non hanno vigore nell'isola) su una serie di materie, tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali, territorio, turismo, polizia forestale.

Ogni modifica allo Statuto, trattandosi di legge costituzionale, è sottoposta alla cosiddetta procedura aggravata, cioè a una doppia approvazione, a maggioranza qualificata, da parte delle Camere.

Per quanto riguarda la materia fiscale, la totalità delle imposte riscosse in Sicilia dovrebbe rimanere, infatti, sul territorio e ogni anno lo Stato Italiano sarebbe tenuto a fornire un ammontare da stabilirsi, con piano quinquennale, di denaro pubblico proveniente dalle altre Regioni per finanziare la Sicilia, così come stabilito dall'art. 38 dello Statuto della Regione Siciliana, articolo, come quelli di tutta la parte economica-finanziaria, ancora oggi non applicato, tant'è che vi è un conflitto istituzionale perenne fra Stato e Regione Siciliana.

L'Italia, ancora oggi, conferisce ogni anno solo una anticipazione forfettaria, per cui la Regione Siciliana vanta da decenni crediti mai saldati dallo Stato.

1. Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici.

2. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.

3. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.

Altro aspetto importante è contenuto nell'Art 37 dello Statuto della Regione Siciliana:

1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.

2. L'imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima. (Anche questo articolo non è stato sinora attuato ed inoltre le tasse dei siciliani confluiscono nella Tesoreria Unica Nazionale e solo una parte di esse viene poi ristornata alla Regione Siciliana.
Vi è , quindi, ancora un conflitto costante per la parte finanziaria fra Stato e Regione per la mancata applicazione dello Statuto Siciliano dopo tanti decenni.

Allo Stato attuale, alla Sicilia che produce larga parte di tutto il petrolio italiano con i suoi pozzi e le sue raffinerie, non rimane nulla in quanto le Industrie petrolifere hanno sede legale a Milano e pur estraendo in Sicilia, pagano le tasse in Lombardia.

 


Solo dal 2008, in base ad un recente accordo fra Regione Siciliana e Stato dovrebbe avere attuazione questo articolo.


Fonte: Fb Causes

postato da: napulitano alle ore 20:51 | link | commenti | commenti
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domenica, 06 settembre 2009

sabato 5 settembre 2009

Un anno di battaglie della Giunta Ramondi, di Ciano e del Partito del Sud hanno portato ad un importante risultato anticipato oggi su "La Repubblica".


Gaeta resiste ancora!
Grazie all'azione incisiva della Giunta di Gaeta guidata dal Sindaco Antonio Raimondi e sostenuta dal Partito del Sud guidato da Antonio Ciano, apprendiamo, da anticipazioni giornalistiche del quotidiano "La Repubblica" oggi in edicola, che nell'ambito delle celebrazioni per il 150^ anniversario dell'unità di Italia è stata inserita anche la Città di Gaeta :"Il piano del governo ipotizza infatti una manifestazione a Gaeta, la rocca dove venne schiacciata l'ultima resistenza di Francesco II, come "riconciliazione fra piemontesi e borbonici".

Inutile qui ricordare le tante iniziative che la giunta Raimondi ha sostenuto in particolar modo nell'ultimo anno a
cominciare dallo storico Consiglio Comunale del 6/12/2008 di richiesta danni a casa Savoia, ripreso anche dalla stampa internazionale,alla relazione dell'Avv. Troncone sulla fattibilità della causa stessa, alla lettera inviata da Antonio Ciano al Presidente della Repubblica Napolitano sui "festeggiamenti" per i 150 anni dell'unità d'Italia, alla nuova toponomastica di Gaeta, all'istituzione del 13 febbraio come giornata della memoria dei partigini e soldati duosiciliani caduti nella difesa della Patria, all'intervento del Sindaco di Gaeta a difesa del Sud contro le esternazioni agostane di Bossi e sui "festeggiamenti per l'unità d'Italia, al ritorno dopo 148 anni a Gaeta dei beni demaniali, al restauro di importanti monumenti preunitari, per terminare, non ultima, con la richiesta del giusto riconoscimento per la Città di Gaeta per la lotta condotta dai suoi figli nella resistenza contro il nazifascismo nella II guerra mondiale.


Inutile poi ricordare le tante battaglie portate avanti sempre a testa alta da Antonio Ciano in questi ultimi venti anni, per il riscatto della memoria e per la riabilitazione e affermazione dei nostri ideali, senza se e senza ma, sempre con dignità e serietà, l'elenco di iniziative sarebbe troppo lungo, servirebbe un libro...

Insomma tanti, tantissimi fatti ed iniziative concrete.

Crediamo che ancora una volta sia dimostrato che la fedeltà al proprio ideale e la dignità con cui queste richieste di giustizia vengono portate a conoscenza della pubblica opinione permettano di raggiungere risultati che in tanti riterrebbero impossibili.

Inoltre, quest'importante successo, evidenzia, se ancora ve ne fosse bisogno, che l'azione culturale non può essere disgiunta dall'azione politica se si vogliono realmente raggiungere risultati concreti.

Da notare infine che , forse per la prima volta in 150 anni, non si parla di "festeggiamenti" (cosa ci sarebbe per noi da festeggiare... 1 milione di morti?) ma di "manifestazione" ed inoltre si parla di cercare di favorire una riconciliazione fra Borbonici e Piemontesi , mettendo , anche questo crediamo per la prima volta in una manifestazione ufficiale, su di un piano di pari dignità e considerazione i due attori della tragedia del 1860/61 che ebbe il suo ultimo atto a Gaeta.
Ovviamente, per quanto riguarda Gaeta, si parla solo di una vittoria in una "battaglia", il cammino da fare è ancora lungo e lo si capisce proprio dalle altre notizie scritte nell'articolo in questione, ma se la giunta di Gaeta non si fosse data così tanto da fare non ci sarebbe stato neanche questo significativo riconoscimento, intanto godiamoci questo raggio di sole su Gaeta.

Vi proponiamo l'articolo tratto dal quotidiano "La Repubblica".

W GAETA, W LA GIUNTA RAIMONDI, W ANTONIO CIANO, W IL PARTITO DEL SUD !!

da:partito del sud.
postato da: napulitano alle ore 20:48 | link | commenti | commenti
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venerdì, 04 settembre 2009

SPUTTANAPOLI UN ANNO DOPO



Con il 1° anniversario del 31 agosto 2008, passato alla storia per la bufala mediatica ai danni dei tifosi napoletani in occasione di Roma-Napoli, LAltroparlante pubblica Sputtanapoli un anno dopo. Ad un anno di distanza nessuno si è scusato con la città di Napoli, visto il notevole ridimensionamento dellaccaduto (In prima pagina i presunti incidenti di agosto / e per larchiviazione solo un trafiletto nascosto).Anzi continua lopera di diffamazione come dimostrato nella canzone dove viene riportato laudio originale di un servizio di cronaca trasmesso da Studio Aperto durante il quale Napoli viene proditoriamente tirato in ballo senza alcun motivo (senti senti che bellesempio di giornalismo / e poi ci accusano di vittimismo). Ma Sputtanapoli un anno dopo è anche un invito a tutti i tifosi a non cadere nelle trappole (Perché noi prima di essere tifosi del Napoli / siamo tifosi di Napoli) che periodicamente vengono preparate ad arte (Per chi predica la secessione, lo stato separato / un mezzogiorno infuocato fa gioco e voti al suo partito / noi per giornalisti diffamanti diventiamo i briganti /e lui diventa il generale di un nuovo esercito piemontese / che spara fango e offese mentre invece ci dovrebbe le scuse)

Per scaricare gratuitamente la canzonehttp://www.4shared.com/file/128248782...

Per informazioni su LALTROPARLANTEhttp://www.facebook.com/pages/LALTROP... www.myspace.com/laltroparlanteofficial

postato da: napulitano alle ore 20:50 | link | commenti | commenti
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